sabato 16 maggio 2009

La Notte dei Musei - Roma aderisce a una notte di cultura


Quest'anno Roma aderisce per la prima volta alla Notte dei Musei, iniziativa nata nel 2005 e che in questa edizione coinvolgerà circa 2000 musei europei.
Promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura, La Notte dei Musei a Roma, che si tiene oggi 16 maggio, è pensata per avvicinare un nuovo pubblico all’ambiente dei musei attraverso attività appositamente organizzate per questo evento.

I musei che aderiscono all’iniziativa, oltre ad offrire l’entrata gratuita, con l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni, rimangono aperti fino alle 2.00 di notte (ultima entrata all’1.00).
Oltre 60 spazi espositivi della Capitale resteranno aperti gratuitamente fino a notte inoltrata offrendo una imperdibile serie di eventi artistici, mostre culturali e viste guidate
Una grande offerta culturale resa possibile anche grazie alla collaborazione con importanti istituzioni cittadine: Sapienza Università di Roma; Teatro di Roma; Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Assessorato alle Politiche Ambientali ed Agricole del Comune di Roma; Bioparco; Casa di Dante; Académie de France à Rome – Villa Medici e Palaexpo.
Per l’occasione Confcommercio prorogherà l’orario di apertura di molte librerie ed esercizi commerciali del centro. Una dimostrazione di come un appuntamento culturale, di grande importanza per la promozione della città, possa vedere coinvolti soggetti pubblici e privati.

Tra le grandi mostre visitabili gratuitamente dalle 20.00 fino alle 2.00 :

Beato Angelico. L’alba del Rinascimento ai Musei Capitolini.

Alessandro Mendini al Museo dell’Ara Pacis.

Futurismo. Avanguardia – Avanguardie alle Scuderie del Quirinale (dalle 22.30 alle 2.00).

L’arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie 1920-1940 al Casino dei Principi di Villa Torlonia.

Granet. Roma e Parigi, la natura romantica a Villa Medici.

Sonia Delaunay, Carte. Dalla collezione della Fondazione Marconi all’Istituto Nazionale per la Grafica – Calcografia e Antichi Telai a Palazzo Ruspoli.

Inoltre alle 20.00 inaugurerà la mostra Mitografie al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese, esposizione che presenta le opere di maestri del Novecento e di artisti contemporanei che hanno interpretato con le loro opere il mito e la dimensione simbolica.

Qui il programma di tutti gli eventi di questa sera

Savino Di Luna

Continua a leggere...

venerdì 15 maggio 2009

Festival di Cannes - Presentato "Tetro", il nuovo film di Francis Ford Coppola - Ecco i primi 3 minuti.

Una lampadina accesa. Intorno, svolazza qualche farfalla notturna. Sullo sfondo, l'intenso sguardo di Vincent Gallo che fissa il lume davanti a lui. Sono i primi splendidi secondi del film Tetro il cui incipit è stato pubblicato sul web da qualche giorno. Tre minuti in tutto, in cui scorrono i titoli iniziali del film. Tre minuti che da soli bastano a capire che non servono troppi soldi per girare un bel film. Naturalmente, il fatto che sia un certo Francis Ford Coppola a gestire la regia aiuta parecchio.

I primi tre minuti di Tetro, il nuovo film di Francis Ford Coppola (scritto e diretto interamente da lui) presentato ieri a Cannes nella sezione dedicata ai film indipendenti:



Aldo Gianfrate

Continua a leggere...

[ENGLISH VERSION]Cannes Festival - New F.F. Coppola's Movie: Tetro. Here the first 3 minutes!

A light on. Some night butterfly that flies around. In the background, the intense look of Vincent Gallo who's staring at the light in front of him. Those are the first, wonderful seconds of Tetro (the incipit is on the web for some days). Three only minutes. And three minutes are enough to understand a good movie does not need to much cash. Obviously, it helps the fact Francis Ford Coppola is directing it.

Click on the link to watch...

The first trhee minutes of Tetro

Aldo Gianfrate

Continua a leggere...

giovedì 14 maggio 2009

La rubrica del cretino - Gun Club: "Fire of Love"


Perché limitare tale rubrica a un consiglia-film. Consiglia-dischi, anche. Chissenefrega!!!!

Predica il blues

C'è una canzone, ad un certo punto di questo disco, in cui il cantante dei Gun Club, Jeffrey Lee Pierce, durante un ritornello emette prima un suono simile ad un ululato, e poi dei gorgheggi a mo' di richiamo di guerra degli indiani. Prima e dopo, ci infila due volte la frase "Preach the blues". Come a dire "predica il blues", che a sua volta è come dire "rimani triste, ragazzo!". Un contrasto fantastico. L'animalesco, il ribelle e il triste, voglio dire.
Gun Club, il circolo della pistola. E' un nome che mi manda ai matti.

Che dicevi?

Dicevo che i Gun Club fanno blues-punk-voodoobilly-emotività devastata-dolore per riuscire a sentire-fornicazione-incesto. Il diavolo, se esiste, è da 'ste parti. Anzi, era dai tempi di "Sympathy for the devil" degli Stones (e dal primo dei Black Sabbath) che il maligno non si trovava così a suo agio. Il fatto che degli autori di questo e quei dischi solo Pierce sia morto, ti fa sembrare quasi che lui abbia fatto più degli altri. Avessi ancora qualche sentimento, a questo punto tremerei e sentirei puzza sulfurea.

"Sembri proprio un Elvis dall'inferno"

Sapete la storia del moderno e del postmoderno? Insomma, in poche parole, tra i due c'è questa differenza: il primo tendeva a rendere conosciute e sotto controllo le cose distanti dal Santo Occidente, il secondo tende a rendere assurdo ciò che ci è conosciuto. Come se domani i vostri genitori si mettessero a guardare fissi il soffitto senza mai rispondere alle vostre domande. Come se voi non ci foste. Che sensazione avreste?
Questo disco fa con le cose conosciute del rock (che cacchio, il blues è il papà di quest'ultimo, e i Gun Club fanno blues) le cose più insensate. Come se i Blues Brothers fossi stati i Sex Pistols. Come se voi stessi - la persona che conoscete meglio, a meno che non siate schizofrenici o Charles Manson - prendeste una sedia e vi adagiaste accanto ai vostri genitori a guardare, in silenzio, quello spoglio soffitto. Senza proferire parola.



Andrea Macrì

Continua a leggere...

mercoledì 13 maggio 2009

La rubrica del cretino - Sonatine


Qui parliamo dei film che potreste vedere prima di addormentarvi, se non dovete già studiare/stare-col-partner/drogarvi/riposare/giocare-a-calcetto/uscire o altro. Quelle sere in cui dite: "Stasera mi guardo un film". Poi controllate il pc o il sito di streaming, e ne avete troppi, e non riuscite a decidere. Perchè la scelta è vastissima, e perdete troppo tempo a decidervi, e alla fine abbandonate l'opzione film e guardate o serial o video scrausi su youtube. Vi giustificherei solo faceste una delle attività sopra elencate, o quantomeno leggeste. In quel caso, magari, teneteveli (questi film) per quando (non) avrete tempo.

Tic

Takeshi Kitano ha una specie di tic a un occhio, ricordino di un incidente che per poco non lo portava via, e che lo ha reso quasi inespressivo. Ok. Fin qui, a posto. Ma Kitano è anche uno dei registi meno narratori e più pittori che possiate incontrare (un altro è Lynch, per darvi una minima, immane idea). Kitano è l'uomo dalla comicità più rarefatta e al contempo stupida (vedi "L'estate di Kikujiro") sia esistito negli ultimi vent'anni. E siccome questa è una rubrica consiglia-film, è ovvio che le pellicole che raccomando mi piacciano tanto. Kitano non è che mi piacca tanto: mi fa proprio impazzire. E con impazzire, intendo sia trasmettermi un piacere incredibile che martoriarmi in enormi tempi morti. E' un divertimento subdolo. E' come rompere le palle a una tigre che dorme, libera, accanto a voi. Lo sapete benissimo cosa succederebbe se si svegliasse. Ma la vita è breve, e l'importante è farsi quattro risate. Vero?

Dancin' the Yakuza

"Sonatine" è il quarto film di Beat Takeshi, e non credete a chi vi dice che "Hana-bi" (di quattro anni posteriore e vincitore del Leone d'Oro a Venezia) sia il suo capolavoro: il meglio sta qui. Perché in "Sonatine" c'è il silenzio degli altri film ma anche lo spasso più giocoso, la tecnica registica e la tensione, e un'idea di violenza diversa da tutte quelle che io abbia mai conosciuto "cinematograficamente". Infatti, il senso dell'onore della parte iniziale e finale, propri delle organizzazioni malavitose, si trova ad essere devastato nel mezzo da quello che sembra essere un parco giochi filmico: i personaggi, per essere scientificamente precisi... fanno proprio i cretini. Questa sospensione della violenza lo rende un film diverso da qualsiasi copia di "Quei Bravi Ragazzi" o "Il Padrino" riusciate a trovare in giro.

"Moriremo tutti... hihihihihihihi!!!!"

Insomma, un'ora e mezza ben spese (magari se non siete abituati a Kitano, vi consiglio di cominciare da "Brother" o, meglio, "Zatoichi" - anche se, nel caso in cui vi piacesse davvero il cinema, di Kitano dovreste guardare tutti i film), con una parte centrale - vi avverto - che è strana, lenta, ma divertente e visivamente girata coi controcazzi. Giusto per farvi capire che c'è vita dopo Scorsese, affermando questa cosa con la costanza di un tic.



Andrea Macrì

Continua a leggere...

Intervista a Federico Guglielmi - La difficile situazione del giornalismo musicale italiano

Chiacchierare con Federico Guglielmi, storico giornalista musicale italiano, può fare vedere le cose da un'altra prospettiva. Le sue parole si concentrano su vari aspetti della professione, fotografando un settore in maniera piuttosto precisa.

Dalle aule dell'università in cui ci troviamo dovrebbero provenire i giornalisti di domani. Oggi però questo posto è pieno delle discussioni sulla famosa “crisi dell'editoria”. Sembra che in questa professione la questione economica influenzi quella etica: lavori logoranti e mal retribuiti, poca attenzione alla preparazione, molti compromessi. Partiamo proprio dalle tasche:

in Italia, si può campare facendo il giornalista musicale?


Continua a leggere...

sabato 9 maggio 2009

Moooò! La Bari in serie A!


A Bari si è festeggiato tutta la notte! Lasciate gioire anche a me...

LA BARI IN SERIE A!!!!


Aldo Gianfrate

Continua a leggere...

David di Donatello 2009: i vincitori - Gomorra batte il Divo

Ieri sera, all'Auditorium della Conciliazione di Roma si è svolta la serata dedicata al cinema italiano. Sono stati assegnati i David di Donatello ai migliori film italiani della stagione. Lo diciamo subito, non c'è stato spazio per le sorprese: i due superfavoriti della vigilia hanno dominato.

Gomorra e il Divo: pari e patta.

Ma non proprio. Sette statuette per ciascuno, certo, ma è il film di Matteo Garrone ad aggiudicarsi le più prestigiose: quelle di miglior film e miglior regia. "Volevo ringraziare tutti i compagni di viaggio e mio padre dall’alto” ha detto il regista di Gomorra al momento delle premiazioni. Gli altri cinque David assegnati a Gomorra sono stati: migliore sceneggiatura (Braucci, Chiti, Di Gregorio, Garrone, Gaudioso, Roberto Saviano), al migliore produttore (Domenico Procacci), al migliore montatore (Marco Spoletini), al miglior fonico di presa diretta (Maricetta Lombardo) e alla migliore canzone originale.

LEGGI IL COMMENTO DEL FILM.

Il Divo, l'altro film superfavorito degli "Oscar" del cinema italiano. Per lui, pure sette statuette. Tra i David del film di Sorrentino, però, non ci sono i due che contano davvero. Gioiscono "solamente" gli attori. Toni Servillo è stato meritatamente premiato come "miglior attore protagonista", a Piera degli Espositi è andato il David per miglior attrice non protagonista. Le altre cinque statuette assegnate a il Divo sono: migliore direttore della fotografia (Luca Bigazzi), quello al migliore musicista, migliore truccatore (Vittorio Sodano), migliore acconciatore (Aldo Signoretti) e infine quello per i migliori effetti speciali visivi (Nicola Sganga e Rodolfo Migliari).

Ecco tutti i VINCITORI:

MIGLIOR FILM Gomorra di Matteo Garrone

MIGLIOR REGISTA Matteo Garrone (’Gomorra’)

MIGLIOR FILM STRANIERO Gran Torino di Clint Eastwood

MIGLIOR FILM UE Millionaire di Danny Boyle

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA Toni Servillo (’Il divo’)

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA Alba Rohrwacher (’Il papà di Giovanna’)

MIGLIOR REGISTA EMERGENTE Gianni Di Gregorio (’Pranzo di Ferragosto’)

MIGLIORE SCENEGGIATURA Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano (’Gomorra’)

MIGLIOR PRODUTTORE Domenico Procacci (’Gomorra’)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA Piera Degli Esposti (’Il Divo’)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA Giuseppe Battiston (’Non pensarci’)

MIGLIORE FOTOGRAFIA Luca Bigazzi (’Il Divo’)

MIGLIORE MUSICISTA Teho Teardo (’Il Divo’)

MIGLIORE CANZONE Herculaneum (’Gomorra’)

MIGLIOR TRUCCO Vittorio Sodano ('Il Divo')

MIGLIORI ACCONCIATURE Signoretti ('Il Divo')

MIGLIORE SCENOGRAFO Francesco Frigeri (’I Demoni di San Pietroburgo’)

MIGLIORE COSTUMISTA Elisabetta Montaldo (’I Demoni di San Pietroburgo’)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI Nicola Sganga, Rodolfo Migliari, ('Il Divo')


Aldo Gianfrate

Continua a leggere...

Italian Oscars: David di Donatello 2009.The winners

Yesterday night, at Auditorium della Conciliazione of Rome, there was the night of the italian cinema. The David di Donatello, the "Italian Oscar" have been assigned to the best italian movie of the year. We say it immediately: there was no place for surprise. The two best movies dominated.

Gomorra e il Divo: perfect equality. 7 statues each.

Here are all the winners!

MIGLIOR FILM Gomorra di Matteo Garrone

MIGLIOR REGISTA Matteo Garrone (’Gomorra’)

MIGLIOR FILM STRANIERO Gran Torino di Clint Eastwood

MIGLIOR FILM UE Millionaire di Danny Boyle

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA Toni Servillo (’Il divo’)

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA Alba Rohrwacher (’Il papà di Giovanna’)

MIGLIOR REGISTA EMERGENTE Gianni Di Gregorio (’Pranzo di Ferragosto’)

MIGLIORE SCENEGGIATURA Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano (’Gomorra’)

MIGLIOR PRODUTTORE Domenico Procacci (’Gomorra’)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA Piera Degli Esposti (’Il Divo’)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA Giuseppe Battiston (’Non pensarci’)

MIGLIORE FOTOGRAFIA Luca Bigazzi (’Il Divo’)

MIGLIORE MUSICISTA Teho Teardo (’Il Divo’)

MIGLIORE CANZONE Herculaneum (’Gomorra’)

MIGLIOR TRUCCO Vittorio Sodano ('Il Divo')

MIGLIORI ACCONCIATURE Signoretti ('Il Divo')

MIGLIORE SCENOGRAFO Francesco Frigeri (’I Demoni di San Pietroburgo’)

MIGLIORE COSTUMISTA Elisabetta Montaldo (’I Demoni di San Pietroburgo’)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI Nicola Sganga, Rodolfo Migliari, ('Il Divo')

Aldo Gianfrate

Continua a leggere...

venerdì 8 maggio 2009

Ragionamenti Per Nulla Coerenti - Per la serie "Vediamo quanto riusciamo ad essere un blog intra-dialogico"


Questo post è un tentativo dell'autore di riprendersi la libertà di non dovere mettere i link ad ogni stramaledetta parola, visto che l'autore suddetto è malato di citazionismo. Capisco che è quanto di più egoista possiate trovare su un blog che vorrebbe essere un minimo professionale (in verità siamo dei cagoni che non ci tengono a fare un cazzo, per noi la distanza più breve tra due punti è un letto, e avessimo una vestaglia come quella del Grande Lebowski saremmo quasi identici a lui).

Sembrano solo a me strani i fiorai aperti tutta la notte? Cosa sono, coperture malavitose? O un eccesso di romanticismo della città? O forse davvero esistono persone che ne hanno bisogno a quell'ora? E se sì, perché? Funerali, richieste di perdono, cene di lavoro alle 4 di notte, utilizzo dei fiori come strano ornamento corporale?

Comunque, questa roba è buonissima.

Vorrei avere come mia dimora l'interno dell'"Albero Azzurro". Ho usato le virgolette, ma il fatto è che vorrei vivere non dentro al programma quanto all'interno dell'albero. Ve lo ricordate? In alcune puntate lo fecero vedere, dentro. Fantastico: un saggio di perfetta utilizzo di uno spazio minuscolo. Ultimamente uno dei miei motti è stato: "Dentro all'albero azzurro manca solo internet e il genere femminile". Anche l'appartamento di Pozzetto in "Ragazzo di campagna" non mi dispiacerebbe. Magari sono pure claustrofobico.

"Doolittle" dei Pixies è il disco che ho ascoltato più volte nella mia vita, forse.

Un espressione che molte persone usano è "Lo sparo" inteso come gesto di sparare a qualcuno. Ma allora si dovrebbe usare l'espressione "Gli sparo", perché "Lo sparo" significa o che la persona di cui state parlando è un ipotetico uomo cannone o che, in una maniera alquanto sinistra, è un proiettile.

Conosco un tipo che una volta, per fare uno scherzo a un suo amico, ha legato un capo di una corda al manico di una saracinesca, l'altro al gancio traino dell'auto dell'amico. Scena spaventosa: metà saracinesca viene via sotto i nostri occhi, con un rumore metallico che potete immaginare (se un'unghia riuscisse a graffiare l'alluminio, suonerebbe così). Risate ingiustificate ma tutt'altro che contenute tra gli astanti. Tranne il proprietario della macchina. Quella saracinesca ora ha una metà inferiore di colore marrone che sta lì a monito per futuri progetti burleschi.

Fare esplodere una bottiglia di birra nel freezer non è affatto piacevole.

Ho un portafoglio ma i soldi li tengo nelle tasche.

Sapere che si pronuncia "facocèro" e non "facòcero" è stata un'epifania.

Il fatto che ci siano le elezioni mi turba. Ancora stiamo a fare elezioni? Che ridere. Votare oggi per la politica è come votare per Miss Italia: non ti dà un cazzo di niente.

Kiss Kiss Bang Bang Goodbye Evening Lazy Drunken Bastards. Come un brodino.

A.M. (non firmabile per intero)

Continua a leggere...

Ragionamenti Vagamente Coerenti - Cold War Kids. Mexican dogs

Ecco. Abbandoniamo, per un momento, ogni nostra ingenua e disillusa velleità simil-gornalistica. Tuffiamoci, invece, nell'inutilità diaristica del blogger più becero. Quello stupido, del "ti racconto i cazzi miei". Quello incomprensibile, del "stamattina mi son svegliato e ho fatto questo"...

...OPS.

Aldilà dell'ironia autoreferenziale di questo incipit (che chi, e saranno in pochi, non ha cliccato sul link qui sopra si sarà inevitabilmente perso. E chi avesse ancora intenzione di lasciar perdere, di andare oltre, di sbattersene altamente i cosiddetti - giusto per non offendere nessuno - bè, è a loro che dedico questo splendido haiku a libera interpretazione metrica:

Che sarà mai un link in più?
ecchediamine,
regalami 'sta pageview.

Piaciuto o non piaciuto, chiudiamo la parentesi e andiamo avanti), un blog è fatto anche (solo?) per divertirsi. E allora vi e mi chiedo: potrò divertirmi? Qualunque sia la vostra risposta, quella giusta è: sì.

E allora...

...stamattina mi son svegliato e, ancora assonnato, ho cominciato a fare i cazzi miei, come ogni giorno. Ho acceso lo stereo. Era tanto che non mi succedeva, accendere lo stereo, dico. Il punto è che ho riscoperto un brano che avevo scoperto per la prima volta non molto tempo fa. Sempre di mattina, appena sveglio, intento a farmi i cazzi miei. Il pezzo è dei Cold War Kids e si chiama Mexican Dogs.

Ascoltatevela, va'. E ditemi se è di vostro gradimento (anche se in fin dei conti, sticazzi).

Aldo Gianfrate

Continua a leggere...

" Dissonanze", il festival della musica torna a Roma - Line up dell'evento


Oggi e domani torna a Roma, presso il Palazzo dei Congessi, “Dissonanze”, il festival internazionale di musica elettronica e arti digitali.
Due giorni di musica, immagini e performance rappresentano il programma dell’evento, che mette in campo una line up (vedi giù) che offre uno sguardo da vicino su tutte le declinazioni sonore della musica contemporanea, attraverso i live e i Dj set di oltre 30 artisti provenienti da tutto il mondo.

Giunto alla sua nona edizione, il festival “Dissonanze” è ormai un punto di riferimento a livello europeo per tutti gli appassionati del genere, come dimostrano le oltre 20mila presenze registrate lo scorso anno, grazie a un programma che tradizionalmente punta ad offrire una selezione degli artisti più quotati e innovativi sulla scena mondiale.

Stasera la Terrazza ospiterà il meglio dell’hip hop più avanguardista e visionario, mentre nella serata di domani una esplorazione delle recenti contaminazioni tra radici africane e techno metropolitana.
Nell’Aula Magna invece nuove stelle del pop, che offriranno il meglio delle loro intuizioni artistiche.
Il Salone infine fa da casa al dancefloor, alternando dj set e live set,e offrendo grazie a interpreti di assoluto prestigio una prospettiva di rara profondità ed intensità emotiva sulle mille mutazioni della club culture.
Il tutto si protrarrà fino alle prime luci dell'alba...

Ecco per voi la line up dell' evento:

venerdi 8 maggio

Terrazza

22.00 Costa vs Ad Bourke
22.30 The Gaslamp Killer vs Daddy Kev
24.00 Flying Lotus feat. Samiyam
01.00 Daedelus
visuals Clichevideo

Aula Magna

22.30 Mokadelic
23.30 Telepathe
24.30 Atom ™
01.30 Byetone
02.30 Signal

Salone

23.00 Moderat
24.30 Kenny Larkin
01.30 Timo Maas
03.30 Magda Henrik Schwarz
visuals Inside-us-all


sabato 9 maggio

Terrazza

22.00 Afrodisia video set
24.00 Buraka Som Sistema
01.00 Radioclit feat. Afrikan Boy & Mo Laudi
visuals DDG

Aula Magna

22.30 Micachu & The Shapes
23.30 Bat For Lashes
24.30 Soisong
01.30 Salem
02.30 Actress

Salone

23.00 Lindstrøm
24.30 Laurent Garnier
02.00 A Critical Mass feat. Âme, Dixon, Henrik Schwarz
03.00 François Kevorkian
visuals Inside-us-all

La news anche su wikinotizie

Savino Di Luna

Continua a leggere...

Il Festival del cinema indipendente a Roma - Tekfestival al cinema Aquila (7-11 maggio 2009)


Ieri (e scusate il ritardo) è partita l'ottava edizione del Tekfestival. Si tiene a Roma presso il cinema Aquila dove sarà proiettato il meglio del cinema indipendente. Film, documentari, corti, video e incontri. Tutto quello che un appassionato di cinema cerca.

Dove, quando e perchè? (in poche parole)

Un'appuntamento interessante, un programma interessante nel quale è presente anche il fresco vincitore del David di Donatello per i documentari, "RATA NECE BITI" (la guerra non ci sarà): il racconto di Daniele Gaglianone delle attuali condizioni della ex-Jugoslavia. Ecco la scheda del film.

guarda la scheda su CinemaItaliano.info!
tutte le info su guarda la scheda su CinemaItaliano.info!


Rata Nece Biti sarà proiettato sabato 9, alle ore 17.00. Al Nuovo Cinema Aquila, al Pigneto. Il resto del programma lo trovate sul sito dell'evento.

Ecco la mappa per trovare il cinema:


Visualizzazione ingrandita della mappa

Aldo Gianfrate

Continua a leggere...

giovedì 7 maggio 2009

La rubrica del cretino - L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

Qui parliamo dei film che potreste vedere prima di addormentarvi, se non dovete già studiare/stare-col-partner/drogarvi/riposare/giocare-a-calcetto/uscire o altro. Quelle sere in cui dite: "Stasera mi guardo un film". Poi controllate il pc o il sito di streaming, e ne avete troppi, e non riuscite a decidere. Perchè la scelta è vastissima, e perdete troppo tempo a decidervi, e alla fine abbandonate l'opzione film e guardate o serial o video scrausi su youtube. Vi giustificherei solo faceste una delle attività sopra elencate, o quantomeno leggeste. In quel caso, magari, teneteveli (questi film) per quando (non) avrete tempo.

Premessa alcolica

Prendetevi del whisky. Possibilmente la bottiglia intera (per gli astemi, non so: è una condizione lontana da me, questa). Poi cominciate a vedere questo film. La voce fuori campo che comincia a parlare mentre sullo schermo passano immagini filtrate attraverso una lente nitida al centro ma sfocata tutt'attorno (so che esiste un termine tecnico per tale lente, ma non lo conosco). Poi guardate il fondo del bicchiere: vi sembrerà simile alla lente, forse. Poi riempitevi il primo bicchiere. E sorseggiate con calma, perché il film è bello lungo. Se poi preferite berne tanti, di bicchieri, e siete di quelli che lo reggono, buon per voi. Avete tutto il mio rispetto.

Pogues

La prima volta che incrociai il nome di Jesse James fu con una canzone dei Pogues, gruppo irlandese cui, secondo me, gruppi come i Modena City Ramblers devono pressoché tutto. Jesse James era, in poche parole, un bandito che nella seconda metà dell'Ottocento faceva un casino di colpi a banche e treni in vari stati d'America. Quello che non sapete (o comunque quello che viene anche fuori dal film) è che la figura di Jesse James era sfuggente e mitica, tanto che era visto come un eroe lanciato contro lo status quo.

Dominik

Questo è il (cognome del regista. Questo è il cognome che io e la persona con cui ho visto il film abbiamo aspettato (é arrivato subito, per fortuna) alla fine delle immagini. Perché non lo conoscevamo e perché il film è davvero bello. Ma lo è non tanto per la storia in sè, quanto per il modo in cui viene raccontata. La voce fuori campo è usata alla grande (quasi a far sentire il peso della Storia che nel frattempo è passata da quei giorni), e la fotografia, bè, signori, è tra le più scorticanti io abbia mai visto: alcuni campi lunghi sono puro SPETTACOLO, sono talmente belli che potresti stoppare il film, stamparteli e appenderli in camera e vantarti con estranei: "questa l'ho fatta nel mio viaggio in Nebraska".

Vite parallele

Il mito di Jesse James è visto come un parallelo tra due vite (la sua e quella di Robert Ford) che dovrebbero avvicinarsi e diventare la stessa (su spinta del secondo) e invece terminano con un corto circuito, perché due cose non possono mai essere davvero identiche. La figura di Robert Ford ne esce fuori quasi non dico giustificata, ma quanto meno come degna d'esser oggetto di compassione. Il che non è un male. Perché durante il film Jesse James porta continuamente il peso delle sue responsabilità e della sua leggenda, ma vuole morire. E Bob lo accontenta, in un certo qual modo. Solo che l'uccisione non gli darà nessuna gloria. Insomma, un film di sconfitti. Una pratica che mi ricorda "Il cavaliere oscuro" (sto forse dando di matto?).

Smettetela di correre e fermatevi!

Insomma, è un western. Ed è anche un pò lento. Ma quella lentezza è riempita con così tante cose belle (le scene d'azione, i dialoghi, il recitato, le inquadrature, le musiche) che passa tranquillamente. E poi c'è anche un'apparizione di Nick Cave. Che diamine!




Andrea Macrì

Continua a leggere...

Reggae d' Lavidd', reggae Meridional

Stamattina mi son svegliato con in mente una canzone, probabilmente ho sognato che l'avrei postata su questo blog... non chiedetemi il perchè...non saprei dirvelo... anzi forse un motivo c'è!!

Sarà che in questi giorni, tra una lezione e l'altra, si sprecano discorsi "semi-razzisti" sulle varie provenienze regionali, e il mio inconscio ha ben pensato che un omaggio alla mia regione (Basilicata o Lucania che dir si voglia) e al mio paese (Lavello), non poteva che essere reso con questa bella e simpatica canzone.

Si chiama Reggae d' Lavidd' e nasce proprio come reazione al comportmento di tutta quella gente che non conoscendo le tradizioni della nostra terra, considera l'Italia dal Pò in su...


Reggae d' Lavidd'

Vnemm’ da nu post scurdat da la gent
Ca la basilicat jè nu post inesistent
Ca quann’ t’addummann… “scusa di dove sei?”
“potenza” …”ah ho capito provincia di Lecce!” …
ma vafangol vnemm’ da Lavidd’
addu staj semb u’ sol e s’ mangn i cupptidd’
e fac’ caud quas tot l’ann
e ru dcemm’ p’ chir ca no’ ru sann’!

(Rit.) Noj candamm’ tot n’zim
Reggae reggae reggae… reggae d’ Lavidd’
Ca part da casabell e arrev’ fen au pscaridd’
Reggae reggae reggae… reggae d’ Lavidd’
Reggae reggae reggae… reggae meridional
T’ ru dcemm’ noj ca Lavidd’ je la captal’!

Noj semm’ chir ca non c’ngozz d’ fatgà
Noj semm’ chir ca non c’ngozz mang d’studià
E non c’ngozz mang d’ cucnà
E non c’ngozz mang d’ c’lavà


Ma c’piac lu reggae
Ca c’piac lu reggae
Sì c’piac lu reggae

St’ qatt’ cas’ so’ nu post bell’ assaj
Ca s’ foss p’mej no u’lassass’ propr’ maj
Ma po’ c’n’amma scappà da stu’ paes
Ca r’ spranz d’ tot quand av’ acces’
Ma noj d’ stu post’ non c’n’scurdamm’ maj
E t’ chiang u’ cor ogn’ vot ca t’n’vaj
E lass stu ciel u’ campanel e gli aucidd’
Jè u’ paes mej e s’ chiam Lavidd’.

(Rit.)



Savino Di luna


PS peccato che ho trovato solo il testo ( so che molti non lo capiranno...), avrei voluto anche farvela ascoltare!



Continua a leggere...